Agathe Bouvachon
Images courtesy Agathe Bouvachon© | Img. 1 Beurres | Img. 2 Beurres, packaging | Img. 4 Cake: Total Du 37 € | Img. 5 Je te Quitte | Img. 6 You are fired | Img. 7 Let us be friends
Agathe Bouvachon, giovane designer freelance parigina, dal design di prodotto approda alla grafica e poi al food design, interrogandosi sul rapporto tra l’oggetto, la sua immagine e… il suo sapore.
Affascinata dall’universo del cibo, ha sviluppato vari progetti trasversali, dove la cucina e la grafica sfumano l’una nell’altra.
Tra i progetti presenti sul sito, vi consiglio di dare un’occhiata ai suoi Beurres, realizzati per l’atelier di design culinario all’ESAD di Reims tenuto da Marc Bretillot.
Qui il burro, alimento irrinunciabile di ogni tavola francese, si ribella al suo destino di semplice ed informe materia grassa, assumendo le sembianze di gemme preziose: scultoree come secondo le antiche tradizioni votive bretoni, geometriche come dei minerali, ma ingentilite da profumi e colori inaspettati…
Le sue piccole pepite sono state create in 4 versioni, a seconda della pietanza da accompagnare:
Burro di scalogni, senape e basilico – per la carne
Burro ai frutti rossi, cannella e succo d’arancia – per i dessert
Burro alle bacche rosse, basilico e formaggio – per le verdure
Burro al pepe, erba cipollina e limone – per il pesce
Agathe, come è nata l’idea di lavorare il burro e di trasformarlo in gemme “preziose”?
Ho deciso di focalizzarmi sul burro perché è un alimento che amo molto, soprattutto per la sua ricchezza. In effetti, può essere condito in infiniti modi diversi e poi può essere usato sia per la preparazione dei piatti che spalmato sulle tartine. Ho cominciato ad informarmi sul burro e ho scoperto dei rituali legati alle feste tradizionali bretoni: delle vere e proprie sculture di burro che i bretoni offrivano in dono agli dei.
Anche in India e in Tibet si trovano delle magnifiche sculture di burro colorate con dei pigmenti naturali.
Mi sono inoltre interessata alla gestualità legata al burro: la mia idea delle pietre di burro è nata proprio dal gesto che compiamo ripetutamente col coltello, cercando ogni volta di tagliarne delle fette sottili. Ecco quindi come sono nate le mie pietre preziose…
Come hai creato le associazioni tra i vari sapori delle 4 versioni?
L’associazione dei sapori nasce dallo studio della Cuisine Française. Ho trovato interessante il fatto che il burro fosse ugualmente utilizzato sia nei piatti salati che in quelli dolci, allora ho deciso di sviluppare una declinazione di 4 gusti, aseconda del piatto a cui si accompagnano: carne, pesce, verdure e dessert.
Per ciascuna gemma ho dunque fatto diverse prove e ho poi scelto quelle che trovavo più interessanti prendendo in considerazione anche l’effetto visivo dato dall’insieme dei colori nati dai diversi gusti.
Cosa unisce la grafica e il cibo secondo te?
Credo di essere totalmente rapita dal fascino del cibo. Ciascuno ha la sua maniera di percepirlo, ci sono tanti gusti quante persone su questa terra. Ognuno ha i suoi fantasmi culinari e, viaggiando, mi sono resa conto che è sempre uno dei primi argomenti di conversazione e soprattutto è qualcosa da condividere, un’esperienza partecipativa.
Inoltre, in quanto grafica, sono sempre interessata alle immagini, sono sempre alla ricerca di nuovi supporti da sperimentare. Il cibo, che talvolta uso come supporto (come per le mie Cakes) o come elemento da scolpire donando nuova forma a ciò che solitamente la gente non si aspetta, è un meraviglioso medium per comunicare ad un vasto pubblico. Il cibo richiama l’immaginario di tutti noi, suscita dei sentimenti forti come il gusto e il disgusto. Ecco quindi che il grafico, con un utilizzo sapiente degli strumenti di comunicazione, può giocare con l’immagine del cibo e portare il pubblico ad immaginare un alimento in maniera del tutto nuova.
Malheureusement, i Beurres di Agathe saranno disponibili tra poco. Nel frattempo possiamo seguire i suoi progetti culinari in collaborazione con Magali Wehrung sul loro blog.







