Anna Garforth
Images Anna Garforth© 1-5. Bing Bang Project; 6-7 Pollinate project; 8-13 Edible Poster project
Nature holds the key to our aesthetic, intellectual, cognitive and even spiritual satisfaction.
- Edward. O. Wilson
Anna Garforth è una designer londinese. Da buona cittadina di Londra, Anna ama il verde e non tanto per la sua specificità cromatica, ma per la sua materializzazione in piante, giardini, prati e muschio.
Il leitmotiv dei suoi ultimi progetti è dare voce alla natura ricconnettendola all’uomo attraverso l’arte: da questo presupposto è nato Mossenger. Anna ha preso della comune erba che cresce bene sul mattone e sulla base dei versi scritti da Elly Stevens, l’ha incollata sul muro con una mistura naturale di yogurt e zucchero. Da qui si è concentrata sui graffiti d’erba arrivando anche a creare un cucciolo di muschio.
Il materiale verde non è il suo unico alleato progettuale e ne sono testimonianza i suoi esperimenti di tipografia commestibile, Edible Poster, biscotti cotti in dime tipografiche che ricreano perfettamente la font prescelta.
L’ultimo progetto realizzato da Anna è The Big Bang un’installazione che rappresenta la madre terra come un seme in esplosione e il futuro prevede Nature Signs, trasformare i segnali della metro in giardini urbani.
Di seguito qualche pensiero di Anna:
Come mai hai iniziato a fare Graffiti di muschio? Quando hai iniziato a farlo?
Da bambina sono sempre stata affascinata dal muschio e dalla sua natura mitica. Sono cresciuta in campagna inglese dove non c’era molto da esplorare se non la natura. Mi sono trasferita a Londra a 18 anni dove ho come messo il mio rapporto con il verde sul sedile posteriore immergendomi nella cultura urbana. Poi a poco a poco ho cominciato a tornare alle mie radici, cercando le parti selvagge della città. Ho iniziato a notare le erbacce e i cespugli che crescevano tra muri di mattone e di muschio. Trascorro molto tempo nei parchi e nei cimiteri invasi dall’erba selvaggia dove ho notato il muschio che cresce nelle lettere di pietra delle tombe. Ho raccolto erba e muschio nella mia stanza, dove ho cominciato a sperimentare. Mossart è nato così! Faccio solo una certa quantità di pezzi l’anno, però continuo ad esplorare altre idee utilizzando supporti naturali.
Mosseger si differenzia da altri tipi di streetart? E’ streetart?
Si differenzia perché è impermanente e non lascia traccia. Non ho visto molti artisti che creano con la natura che trovano in città. Non ho mai avuto coscienza se quello che stavo facendo era illegale o meno, ma l’altro giorno stavo creando un pezzo e un paio di poliziotti mi sono passati davanti, facendomi un cenno e sorridendo. Si tratta di una forma d’arte veramente positiva che ha una grande risposta. E’ arte di strada perché è creata per il pubblico urbano
Il proecedere del design spesso contraddice la necessità di essere sostenibile, come si fa a mantenere l’equilibrio tra l’essere creativo e il rispetto della natura?
Un buon designer ascolta la natura, e impara da lei. La mia creatività nasce dal cuore e l’intuizione, dall’ amore e rispetto per il nostro ambiente naturale che mi è stato inculcato fin da piccola. Non penso di essere troppo rispettosa quando creo, faccio ciò che faccio perché mi sento nel giusto.
Quale è la tua visione per il futuro dell’ eco/design?
Che sarà ovunque! Impareremo a coabitare con il verde e restituire benefici alla terra.













