Cacao de Origen Venezuela

Milano, redazione | 13 settembre 2016

maria-fernanda-di-giacobbe-enPicture courtesy BCC – Maria Fernanda Di Giacobbe

Lunga e attenta selezione quella che la giuria del neonato Basque Culinary World Prize ha dovuto sostenere per diversi mesi. 110 progetti sono arrivati da 30 Paesi fra febbraio ed aprile 2016 per dare vita a una rosa di soli venti finalisti sottoposti al giudizio di un comitato complesso di chef e accademici. Il Prize ha una duplice finalità: celebrare i pionieri della cucina che hanno contribuito ad un impatto sociale positivo e soprattutto promuovere nuove figure internazionali che operano, attraverso le professionalità della gastronomia per lo sviluppo e la trasformazione della società e dell’essere umano. Non ultimo certamente l’obiettivo di ribadire l’importanza della nuova cucina basca. A capo della commissione del premio capeggia la nota chef Elena Arzak, figlia di Juan Marie Arzak e conosciuta anche per il ristorante Ametsa di Londra, F. Xavier Medina, autore, antropologo sociale e uno dei massimi studiosi mondiali di Cibo e cultura presso l’Universitat Oberta de Catalunya (UOC) di Barcellona; Frédéric Duhart, autore ed esperto in antropologia e storia del cibo e Jorge Ruiz Carrascal, Professore del Dipartimento di Scienze Alimentari presso l’Università di Copenaghen (Danimarca).

“Il premio si inquadra all’interno della strategia globale dei Paesi Baschi. Si tratta di una strategia regionale che, sulla base dei punti di forza e dell’individualità basca, permette ai Paesi Baschi di essere un attore globale, un esempio di eccellenza e un modello per la qualità di vita e la coesione sociale come una regione innovativa e competitiva. L’obiettivo di questa strategia è che i valori condivisi dalla comunità basca (come ad esempio una cultura di sforzo, di impegno, l’abilità di superare le difficoltà, la volontà di trasformare, e l’uguaglianza di opportunità tra uomini e donne) diventino radicati nell’immagine dei Paesi Baschi e agiscano come il “nostro biglietto da visita” a livello internazionale.” ha dichiarato Arantza Tapia, Ministro dello sviluppo economico e competitività del Governo Basco.

Il premio è infatti creato e promosso dal Basque Culinary Center di San Sebastian, un’istituzione accademica specializzata del settore e riconosciuta da tutto il mondo tra le più prestigiose, in sinergia con il Governo Basco nell’ambito della Euskadi-Basque Country Synergy, un marchio di promozione territoriale al quale partecipano e collaborano tutte le istituzioni basche. La strategia promuove i valori distintivi dei Paesi Baschi quali l’etica e l’impegno sul lavoro, la passione per l’eccellenza, una vocazione per il progresso e la creazione di eguali opportunità per uomini e donne.

I progetti arrivati sotto gli occhi della giuria appartenevano ad ambiti diversi dall’innovazione alla formazione, dalla salute alla ricerca, dalla sostenibilità all’imprenditorialità sociale e alla filantropia, passando per la tutela delle culture locali. La giuria composta da nomi di primo piano sia legati alla cucina: lo spagnolo Juan Roca, Gastón Acurio (Perù), Ferran Adrià (Spagna), Alex Atala (Brasile), Dan Barber (Stati Uniti), Heston Blumenthal (Regno Unito), Massimo Bottura (Italia), Michel Bras (Francia), Dominique Crenn (Francia), Yukio Hattori (Giappone), Enrique Olvera (Messico), Yoshihiro Narisawa (Giappone) e René Redzepi (Danimarca); sia esperti delle scienze alimentari, della letteratura o dei diritti umani come gli accademici Harold McGee e Massimo Montanari, Laura Esquivel e Hilal Elver, Special Rapporteur per il diritto al cibo per l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (OHCHR).

Massimo Bottura aveva lanciato un appello anche in Italia ai professionisti del mondo culinario per chiedere di nominare un candidato meritevole di ricevere il premio. “Sono convinto che la cultura, la conoscenza, la consapevolezza e il senso di responsabilità siano le basi dello chef del futuro, sono orgoglioso di partecipare a questo premio e mi auguro che possa ispirare e sollecitare coloro che vogliono fare la differenza impegnandosi nei confronti della società”. Ma la descrizione forse più efficace è quella dell’amico inglese con cui condivide l’attivismo sociale Heston Blumenthal: Questi premi sono importanti perché identificano gli uomini e le donne che fanno la differenza “oltre la cucina” in modo da creare un cambiamento attraverso l’innovazione e la creatività.”. Heston Blumenthal nel tempo, si è impegnato in prima persona per molte campagne sociali – incluse quelle contro l’abuso di droga e alcol nel suo settore – ed è un punto di riferimento attivo dei coltivatori inglesi.

Dominique Crenn membro della giuria del Basque Culinary World Prize

Crenn from Essen | A Taste magazine on Vimeo.

Nominato l’11 luglio scorso e celebrato ufficialmente qualche giorno fa, il premio è stato assegnato a Maria Fernanda Di Giacobbe la chef venezuelana con radici abruzzesi: centomila euro da donare a un progetto che rifletta il potere della gastronomia di trasformare la vita delle persone. E la Di Giacobbe certamente saprà continuare la sua trasformazione attraverso la sua scuola Cacao de Origen Emprendedores a Caracas. Vittoria meritata grazie all’ecosistema di istruzione, formazione, imprenditorialità, ricerca e sviluppo che ha sviluppato intorno alla fava di cacao in Venezuela. Lo ha reso una fonte di identità, cultura e stabilità economica, dando opportunità alle donne in condizioni economicamente vulnerabili, attraverso empowerment e formazione, trasformandole in micro-imprenditrici del cioccolato.

“Questo premio ci permetterà di portare avanti più rapidamente la creazione della scuola Cacao de Origen Emprendedores a Caracas.  Il premio è un tributo all’energia di migliaia di donne che hanno creato una rete di istruzione a livello nazionale e hanno visto restituita la loro dignità, identità e cultura tramite il commercio del cioccolato. Continuiamo ad essere ispirate, felici e grate”, ringrazia la chef “Da oggi il nostro lavoro assumerà una nuova dimensione. Porteremo la forza trasformante del commercio a molte più donne ‘imprenditrici del cioccolato’. Questo premio è un riflesso di centinaia di imprenditori, pro-duttori e cioccolatieri e del loro studio, entusiasmo e duro lavoro.   Ci permette di fissare nuovi obiettivi e di aprire nuovi canali per connettersi con il mondo. In Venezuela siamo immensamente grati che il premio culinario basco abbia posto questa fiducia in noi”

Meritato e necessario perché la situazione venezuelana è precipitata prima lentamente e poi di colpo come direbbe Hemingway. “Una guerra economica” insiste invece Rodbexa Poleo deputata del Psuv nazionale. Una situazione complessa che Maduro ha ereditato dal governo di Chavez e che è infine precipitata con un’inflazione del 700% e un pronostico del FMI del 2017 del 1600%.
Questo Paese dalle enormi risorse petrolifere, vittima della c.d. maledizione delle risorse, è al tracollo. I generi alimentari sono gestiti dalla mafia e dai Clap, i comitati locali di approvvigionamento e produzione che il governo Maduro ha adottato per distribuire a prezzi calmierati alimenti di base, il riso, la farina, l’olio. Mentre la destra cerca di ottenere più consenso possibile in un Paese comunque quasi esclusivamente chavista. Una realtà molto complessa quella del Venezuela, dove tutto si è fermato: manca persino lo zucchero (ndr gli zuccherifici espropriati sono ora del governo), il pane viene trasformato dai bachaqueros, gli speculatori di strada, e trasformato in pane a prezzi altissimi, i trattori acquistati con sovvenzioni statali sono abbandonati nei campi. Le imprese non riescono più a produrre, vendendo ai supermercati con prezzi bassi imposti dal governo. E’ la corruzione degli amministratori ad avere il possesso del Paese che ha un viceministro per la Felicità Suprema.

Il Basque Culinary Prize ha avuto un occhio di riguardo e uno sguardo da buon auspicio per una realtà certamente faticosa come quella di Cacao de Origen di Maria Fernanda di Giacobbe.

www.cacaodeorigen.com

Maria Fernanda Di Giacobbe ha creato un’intera catena di formazione, imprenditorialità e sviluppo economico attorno al cacao venezuelano. Grazie a Kakao e Cacao de Origen, sostiene i produttori locali con le risorse che occorrono loro per migliorare il loro prodotto – compresi i processi di produ-zione, fermentazione e marketing – al fine di esportare a  maestri cioccolatieri in tutto il mondo allineati con il movimento “dalla fava alla tavoletta” (alcuni 60 produttori in 18 Comunità attualmente ne prendono parte).
Aiuta anche le donne ad ottenere la formazione necessaria per diventare imprenditrici nel settore del cioccolato, con un programma di formazione che si concentra sulla parità di genere, competitività e pratiche di com-mercio equo e solidale. In collaborazione con l’Università Simón Bolivar, Maria ha anche fondato un Programma di gestione del settore Cacao, da cui sono già usciti 1.500 laureati (94% donne).

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