Eating around Kassel

Berlin, Martina Della Valle | 15 luglio 2012

Photographer Martina Della Valle per Essen A Taste Magazine© Img. 2, 9 Il Fridericianum | Img. 3 Un lavoro di Roman Ondak | Img. 4, 8, 11 Il cibo al Karlsaue Park| Img. 5 L’edizione limitata di bottiglie di succo di mela, parte del progetto di James Durham | Img. 6 Bottiglie di Giorgio Morandi Img. 7 Hauptbahnhof | Img. 10 Leaves of Grass, 2012 di Geoffrey Farmer alla Neue Galerie

dOCUMENTA 13, la mostra d’arte contemporanea di Kassel organizzata dal 1955 ogni lustro, si svolge quest’anno fino al 16 settembre.
Girando per gli spazi espositivi abbiamo raccolto una serie di appunti visivi e impressioni sulle opere esposte ma anche e soprattutto sull’atmosfera che si respira in città in questo momento, con uno sguardo particolare rivolto al FOOD.

O luoghi principali sono l’Ottoneum, museo di storia naturale, la Hauptbahnhof (7), la Neue Galerie (10: Geoffrey Farmer, Leaves of Grass, 2012) e il Fridericianum (2-6: alcune delle le bottiglie di Giorgio Morandi-9) che può esser considerato il quartier generale della mostra.

In vendita nel bookshop della mostra un’edizione limitata di bottiglie di succo di mela prodotte per l’occasione da Jimmie Durham (5) si collegano al suo lavoro esposto. Duhram, insieme alla curatrice Carolyn Christv-Bakagiev, ha piantato infatti nel mezzo del parco di Karlsaue due alberi di “Korbinian apples” in onore del prete-giardiniere bavarese Korbinian Aigner. Il prete giardiniere fu deportato nel ’41 a Dachau e lì coltivò per primo 4 nuove varietà di mele. Il succo di mela è intitolato a suo nome.

Il bellissimo lavoro di Roman Ondak (3) è presentato nel sottosuolo della Neue Galerie. Intitolato “Observations” (1995-2011) è costituito da una serie di immagini in bianco e nero con relative didascalie ritagliate da un libro, probabilmente da un manuale sulla percezione. I 72 pezzi ritraggono aspetti di vita quotidiana: un pranzo in ufficio, uno still life casalingo, una segreta conversazione tra bambini in strada. Decontestualizzate tramite un accurato lavoro di editing, insieme alle didascalie costituiscono un enigmatico studio sulle relazioni umane, stati fisici e mentali.

Lo splendido e sterminato Karlsaue Park (4-8-11) è una delle venues della mostra. Qua si può anche decidere di fare una pausa rinfrescandosi all’ombra sul prato e godendosi contamporaneamente i tanti lavori site-specific all’aperto o realizzati in casette monografiche sparse tra i vialetti.

Approfittare dei cento giorni di apertura per andare a dOCUMENTA 13.

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