Food Interview: Olimpia Zagnoli

Londra, Fabrizio Festa | 21 marzo 2011


Images: 1. “NyTimes Tje Scoop App”, 2.3.4 The GOOD Guide to Live Better, 5. Corriere della Sera courtesy of Olimpia Zagnoli© 7. Bisnonna Approved Recipe Olimpia Zagnoli for Essen©


Ad Olimpia Zagnoli piace molto New York e a New York piacciono le illustrazioni di ispirazione 60′s di Olimpia Zagnoli.
Il reciproco amore si è tradotto in un novello matrimonio coronato dalla nascita di molti “figli” illustrati.
L’applicazione per Iphone The Scoop, è uno dei tanti pargoli ben riusciti tra gli editor della testata della Mela e l’illustratrice italiana dagli occhiali rossi.
The Scoop è una guida di New York curata dai giornalisti del T Magazine e dagli esperti di Food del Nytimes. Nessuna noiosa ed enorme lista di locali nè boriose recensioni, ma una personalissima selezione e racconto dei migliori locali e negozi della metropoli.
The Scoop è stata anche la scusa per fare due chiacchiere con Olimpia, per farci raccontare il suo amore per il gelato con la coca cola e per regalarci una speciale ricetta illustrata.


Ciao Olimpia. Parliamo dell’applicazione del Nyt che hai illustrato.E’ un’applicazione per iPhone che permette di localizzare i luoghi di interesse della città, musei, locali, luoghi per lo shopping, etc.. con un attenzione speciale nel raccontare la città ai residenti.
Cosa ti hanno chiesto dal NYT?

Uno degli art director del Times mi ha chiesto di creare una cover e una serie di icone per questa applicazione. La cover doveva essere una mia interpretazione dello skyline di Manhattan, mentre le icone dovevano essere ispirate al tema della sezione. Ogni tanto spunta una nuova sezione (come per esempio quella della Fashion Week) e bisogna aggiornarlo. Non avevo mai lavorato ad un’ applicazione prima quindi è stato divertente e interessante.

Tu hai vissuto a NY, cosa mangiavi lì? Qual’era il tuo street food preferito?
La cosa bella di New York è che c’è tutto. Io sono una persona molto golosa e curiosa, di conseguenza per me stare a New York è sempre come vivere in un luna park dei sapori. Mi piacciono molto i cibi etnici di tutti i tipi (messicano e indiano tra i miei preferiti), ma anche le cose sane come quei buonissimi e costosissimi sandwiches all’avocado, alghe e intrugli vari.

Sei stata a Nyc da quando è stata rilasciata l’app?
Hai avuto modo di testarla? C’è tutto o manca qualcosa, secondo te?
Sì, sono stata a New York un paio di volte da quando è stata rilasciata l’app. L’ho testata più di una volta e devo dire che funziona. I posti che consiglia sono tutti molto validi e vari. Ci sono i ristoranti top consigliati da Sam Sifton, ma anche i cafè di quartiere o i bar con i cocktail più stravaganti.

Quando ti ho conosciuta avevi appena fatto una fanza-compilation delle posizioni per dormire in treno. Come è cambiata la tua vita da quella fanza? Dormi ancora in treno? Se dovessi fare una lista di cose, ora, di che la faresti?
La mia vita da allora non è cambiata moltissimo. Prendo ancora pullman e treni per inseguire i miei fidanzati e mi addormento appena tocco un supporto più o meno stabile. Tra poco però avrò finalmente una casa mia, quindi alcune di queste varianti potrebbe cambiare. Dal punto di vista lavorativo sono felice. Pensa, proprio l’altro giorno mi ha contattata un’art director, chiedendomi di fare un’ altra lista di cose proprio sullo stile di “15 Ways To Sleep On A Train”. Non posso dirti però di cosa si tratti, perchè non è ancora pubblicata. Mi piace comunque l’idea di fare dei lavori seriali e la lista è un’ ottima soluzione.

ll problema di molti illustratori contemporanei pare che sia che si fanno forti del soggetto per definire il proprio stile, c’è “quello che disegna questo”,”quello che disegna quest’altro”. Tu sei un’illustratrice prevalentemente editoriale, devi quindi sottostare a quelli che sono i limiti del testo. Nonostante questo sei molto presente nei tuoi lavori, ti autoritrai, compili classifiche, ci metti i tuoi gusti. Credi di essere riuscita a trovare un equilibrio?
Non so, spero di averlo trovato! Mi piace molto confrontarmi con l’editoria o con i testi altrui perchè diventa una piccola gara ogni volta. Si tratta di aggirare il soggetto e riuscire a far emergere una mia interpretazione, anche se si tratta di un tema di cui non so assolutamente nulla o non particolarmente affascinante. E’ un processo molto stimolante e interessante. Ormai mi sembra quasi più spaventoso trovarmi davanti ad un foglio bianco senza nessuna direttiva e senza deadlines.

Mi dici la tua perversione gastronomica più orrenda?
Il mio panino preferito è pane + prosciutto cotto + molta maionese + patatine dal sacchetto. Ma non è poi così orrendo. Mi piace inzuppare i grissini nella Coca Cola, bere la Coca Cola calda, mischiare il gelato al fiordilatte con la Coca Cola. Mia bisnonna faceva anche una bevanda a base di Caffè d’orzo, lambrusco, tantissimo zucchero e pezzi di pane raffermo, una delizia. Mio padre invece mi ha insegnato il trucco della banana nel caffè. Posso andare avanti se vuoi.

Di quale prodotto alimentare vorresti rifare il packaging?
Mi piacerebbe molto fare della confezioni di cereali per la Kellogg’s.
E se fosse possibile vorrei anche che il bambino della Kinder tornasse quello di un tempo.

Hai un alimento con cui hai un legame affettivo particolare?

Un tatuaggio a forma di cappelletto può bastare?

Ok, siamo in chiusura, domanda di rito: dacci una ricetta (solo perchè sei tu vale anche disegnata ).



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