Lara Musso
Photographer Alessandro Zuek Simonetti per Essen A Taste Magazine© Img. 1-3 Casa di Lara Musso | Img. 4,5 at Juicy Lucy – 1st street corner with 1st ave | Img. 6-10 at Lovely Day | Img. 12-14 Max Fish – Ludlow St tra Houston e Stanton
Lara Musso è piemontese. Anni fa si è trasferita a New York diventandone cittadina a tutti gli effetti e riproponendo quel savoir faire unico per cui è conosciuta anche in Italia. Diventata brava dj, Lara suona e passa del tempo buono prepararando anche cibo italiano per gli amici. Non più vegetariana ci ha dato i suoi indirizzi dove mangiare in città e preparato un mixtape.
Intervista di Marcello Dino
In Italia, nonostante te lo avessero proposto più volte, non hai mai fatto la dj. Cosa è successo a New York?
Devo ammettere di non averci mai pensato. In realtà’ la ragione principale credo sia stata che ho iniziato a mettere musica per gioco con il mio ragazzo dell’epoca (ndr Japanster ), lui mi lasciava mettere qualche pezzo durante le sue serate e per me era divertente suonare ciò’ che avrei voluto sentire/ballare. Detto questo, davvero mai avrei pensato sarebbe potuta diventare una professione di cui campare e che mi sarebbe piaciuto così tanto!
Inoltre, non voglio sembrare presuntuosa, ma ‘sti americani hanno un’abilita’ incredibile nel mischiare musica incredibilmente diversa, quindi credo sia subentrato anche il mio lato ossessivo-compulsivo con il desiderio di “mettere ordine” in ciò’ che viene suonato nei locali!
Devo anche confessare che quando mi e’ stata offerta la prima serata come dj resident (al Lit), ho millantato anni di esperienza in Italia…
Eri anche vegetariana prima di trasferirti negli States. Non ci dire che è bastato un hamburger a farti capitolare
Hahah assolutamente no! E’ stata una vacanza in Toscana a porre fine al mio vegetarianismo… Non ho saputo resistere ad un prelibato arrosto che mi venne servito ad una cena di degustazione. Pensavo sarebbe stata una parentesi durata solo per la mia permanenza in Italia, ma una volta tornata a New York ho capito di aver ormai intrapreso la via del non ritorno! Cerco comunque di mangiare meno carne possibile e di conoscerne sempre la provenienza. In questo paese purtroppo le leggi che regolano la produzione degli alimenti non sono molto ferree soprattutto per quanto riguarda la carne a cui aggiungono i famosi ormoni..Da quando sono tornata carnivora devo dire che non disdegno un buon hamburger di tanto in tanto!
Zaitzeff, su Ave B e’ il posto che consiglio, a chi passa da NY, per un ottimo hamburger: hanno carne kobe, diversi tipi di formaggio e patatine tagliate a mano!
Possiamo dire che sei la nuova Leigh Lezark? Lei, tra l’altro, che fine ha fatto?
Naaa non credo assolutamente di esser la nuova Leigh Lezark, lei e’ molto più bona. Riguardo a “che fine abbia fatto”, non saprei, si sarà’ fidanzata e farà vita casalinga, prima o poi cediamo tutti…
Hai intervistato per noi Justine D, dj pasticcera, non hai nessun sogno culinario da dichiarare?
Quando ho intervistato Justine D. e visto le sue creazioni, ho pensato non sarebbe stato male frequentare la sua scuola. Poi però mi son detta che non ho aspirazioni così elevate. Mi basta preparare cena per gli amici una volta ogni tanto e mi accontento dei complimenti dei coinquilini che sembrano non aver mai assaggiato vero cibo italiano.
Una volta, ad esempio, il mio coinquilino di Los Angeles si e’ portato al lavoro un pezzo di parmigiana di melanzane, avanzata dalla sera prima, e mi ha mandato messaggi dall’ufficio dicendo che era la miglior parmigiana che avesse mai mangiato in vita sua e che aveva dovuto farla assaggiare a tutti i suoi colleghi. Come dire, ho sogni culinari da massaia di provincia.
Ci consigli tre posti dove andare a mangiare a New York City?
Lovely Day – misto di thai e american, il mio piatto preferito sul loro menu e’ il “cashew pineapple vegetables con tofu e brown rice” piccantino e saporito al punto giusto! E la loro torta al cioccolato e’ incredibile! (Elizabeth street, tra Prince e Spring)
Back Forty - cibo americano rivisitato, il menu e’ abbastanza ampio e cambia spesso, in più’ hanno eventi speciali a seconda della stagione, a gennaio fanno degustazione di ostriche, mentre d’estate c’e’ la serata “crab boil” il martedì sera, ovvero secchiate di granchi sul tavolo. Buonesimo. (Avenue B, tra 11th e 12th street)
Fette Sau - la carnazza!!! Carne grigliata, arrosti, salsicce e chi più’ ne ha più’ ne metta, da scegliere al bancone e che si acquista a peso. Gran varietà’ di birre alla spina, tra cui la mia preferita e’ la Captain Lawrence Liquid Gold. Meglio andarci d’estate perché’ ci si può’ sedere all’aperto e sembra di essere a una sagra di paese. (Metropolitan Ave, tra Havemayer e Roebling, Brooklyn)
Qual è il piatto che ti manca di più quando sei a New York?
Più’ che un piatto in particolare mi mancano i supermercati ed i mercati italiani, fare la spesa a Manhattan e’ estremamente costoso e gli ingredienti che si possono trovare non hanno nulla a che vedere con quelli del nostro paese. I formaggi, gli affettati, le verdure… non sono paragonabili neanche lontanamente a quelli con cui sono cresciuta nelle campagne albesi (abituata troppo bene? si, lo so).
Credo sia per questo che un po’ sono diventata newyorchese, cucinando a casa solo quando ho ospiti e mangiando fuori (o ordinando delivery) il più’ delle volte.














