Produit France

Milano, redazione | 14 novembre 2014

1-2 Andrea & Magda – The Palestinian Dream > TD Galerie | 5 novembre 2014 – 29 novembre 2014 | Img. 3-5 Roberto Battistini – Memoria > Musée de l’histoire de l’immigration | 1 novembre 2014 – 30 novembre 2014 | Img. 6-7 Carole Bellaïche – La Collectionneuse > Galerie Basia Embiricos | 23 octobre 2014 – 25 novembre 2014 | Img. 8-9 William Eggleston – From Black and White to Color > Fondation Henri Cartier Bresson | 9 septembre 2014 – 21 décembre 2014 | Img. 10-14 Nick Hannes – La Continuité de l’Homme > Cosmos Galerie | 3 novembre 2014 – 15 décembre 2014 | Img. 15-16 Meeri Koutaniemi – Meeri Koutaniemi, Inner Sight > Institut Finlandais | 5 novembre 2014 – 31 décembre 2014 | Img. 17-19 Marc Lathuillière – Musée National > Galerie Binôme | 6 novembre 2014 – 20 décembre 2014 | Img. 20 Guillaume Schneider – Je finis une mort et termine la mer > Galerie Rivière / Faiveley | 30 octobre 2014 – 6 décembre 2014 | Img. 21-23 Hortense Soichet – Espaces partagés > Cité de l’architecture et du patrimoine | 13 novembre 2014 – 13 novembre 2014 | Img. 24-25 Martina Della Valle – Segni effimeri, stratificati e sensibili > Institut Culturel Italien | 5 novembre 2014 – 29 novembre 2014

Il mese della fotografia è sempre più stimolante, soprattutto a Parigi dove il Mois de la Photo fa il pieno di opere sempre più belle e autori giovani e “storici”. L’ufficialità vuole dei macro temi, pensati accuratamente dal Direttore della Maison Européenne de la Photographie, in grado di dare spazio ai progetti di molti artisti e tenuti da curatori di rilievo: Giovanna Calvenzi e Laura Serani si sono occupate del Mediterraneo; Valerie Fougeirol ha selezionato immagini di fotografi anonimi e amatoriali; Jean-Louis Pint si è invece dedicato alla fotografia d’arte contemporanea.

Oltre 100 le mostre che coinvolgono la città francese del mese della fotografia tra cui il lavoro di Martina Della Valle con Segni effimeri, stratificati e sensibili all’Istituto Italiano di Cultura, From Black and White to Color di William Eggelston alla Fondazione Herni Cartier-Bresson, le opere dello spagnolo Alberto Garcia Alix cui la MEdlP si riserva la “scoperta”; Stéphanie Solinas; una selezione magnifica dello storico della fotografia Michel Frizot che rimarca l’importanza delle immagini degli anonimi nel documentare e descrivere la storia e una splendida collezione dei lavori di Alix Cleo Roubaud.
Una selezione così massiccia, intensa, eterogenea e di grande valore che tocca arte, storia, politica ed educazione per arti visive concentrate a rappresentare la società o ad immaginarla, in ogni caso, filtrata da occhi intelligenti.

Meraviglie anche alla TD Galerie che presenta The Palestinian Dream di Andrea & Magda una sorta di reportage a colori acidi per raccontare la trasformazione della società palestinese ormai entrata nella cultura occidentale. Immagini che esaltano lo straniamento e mostrano la scomparsa del reale, condividendo una curiosa forma di scetticismo.

Hortanse Soichet, i cui lavori sono esposti alla Citè de l’architecture et du patrimoine che “..prende in prestito le metodologie umanistiche, procedendo e sondando la realtà con la stessa modalità di un antropologo o di un sociologo e lavorando per sottrazione: vale a dire, ignorando la comunità e i residenti ma focalizzandosi sugli spazi pubblici e comuni, concentrandosi su ciò che rimane nascosto e intimo.” Julien Verhaeghe, curatore della mostra Espaces partagés.

Marc Lathuillière è invece l’artista di Musée National alla Galerie Binome, la mostra è il risultato di un dialogo con lo scrittore Michel Houellebecq sul modo in cui la Francia ha trasformato sé stessa in un museo. E’ una mostra in due parti dal titolo originario Le product France. Una ricerca iniziata nel 2004 che ricostruisce l’immaginario collettivo costruito dagli stessi francesi, sulla nazione e il suo territorio. Una rappresentazione della fissità della nazione, del suo rifiuto al rinnovamento concomitante con il ridimensionamento del suo peso internazionale degli ultimi vent’anni e nello stesso tempo una critica alla fotografia stessa vista come illusione di essere un documento in grado di ricostruire davvero frammenti di storia.

Per gli appassionati di libri fi fotografia segnaliamo Polycopies in Bateau Concorde Atlantique – Berges de Seine – Port de Solferino.

Tags: | | | | | | | | | | |