Stephanie Gonot
Images courtesy Stephanie Gonot
La serie di scatti fotografici che vedete qui si chiama “Food?”. E il punto di domanda non è casuale: donuts, hamburgers, sno-balls e chi più color(ant)i ha più ne metta, sono qui decontestualizzati e resi “assoluti”, tra l’iconico e l’ironico.
L’autrice è Stephanie Gonot, giovanissimo talento d’oltre oceano, che a Los Angeles vive e lavora come fotografa, curatrice di mostre, eventi e blog fotografici, tra i quali pleasexecusethemess e I like your face. Oltre alla selezione che trovate sul suo sito, vi consiglio un click sul suo flickr , dove trovate tantissime altre sue immagini.
Hai iniziato a lavorare in produzioni TV e nell’industria cinematografica di Los Angeles, poi sei passata alla fotografia. Ma è molto più comune il contrario: spesso le persone iniziano con la fotografia e poi approdano al cinema. Cosa dici del tuo percorso?
Sono arrivata a Los Angeles con l’idea di inserirmi nell’industria del cinema, ma in realtà non avevo idea di che cosa significasse veramente. Ho iniziato con uno stage in una casa di produzione di pubblicitaria/musicale a Santa Monica, sperando che questo mi avrebbe portato nella giusta direzione. In realtà, però, mi sono ritrovata ad interessarmi più alla loro library fotografica che non al mio effettivo lavoro. Tra l’altro era proprio il periodo dell’uscita nelle sale del film “Control”, la biografia in bianco e nero di Ian Curtis dei Joy Division, lungometraggio che è stato il debutto alla regia del fotografo Anton Corbijn. Vedere qualcuno conosciuto per la fotografia dirigere un film per la prima volta mi ha dato l’idea di andare in profondità nella fotografia come mezzo per diventare in futuro regista. Ma alla fine mi sono perdutamente innamorata della fotografia, adoro scattare immagini fisse!
Tu ti stai dedicando sia all’Art-making che all’Art-sharing, in quanto curatrice di numerose mostre e progetti online. Come vivi queste due attività?
Curare e creare i miei lavori sono due cose strettamente collegate per me, entrambe le attività richiedono delle capacità di manipolazione dell’immagine. Per me la fotografia sta più nel rapporto tra le varie immagini che non nella singola foto, quindi mi piace vedere cosa succede quando due immagini diverse sono accostate una accanto all’altra.
Ci sono nuovi progetti in vista?
Ultimamente sto lavorando ad un paio di esposizioni fotografiche e spero di completare alcune collaborazioni nei prossimi mesi con alcuni miei amici art-makers. Sicuramente in qualche modo il cibo sarà presente in alcuni di questi…
Aiutami a unire i pezzi del puzzle: vieni da Sacramento e hai un nome francese, stai a L.A. ma hai vissuto per qualche tempo a Madrid insegnando inglese, e probabilmente mangiando tonnellate di tapas, non è così?
Sì esatto, ho un nome francese, ma non sono affatto francese, attualmente vivo a Los Angeles (e la adoro!) e qualche anno fa son stata a Madrid insegnando inglese e mangiando tapas in continuazione. Ho anche fatto da assistente al mio amico fotografo Pablo – che ho conosciuto grazie a Flickr prima di arrivare a Madrid – e credo che questa esperienza mi abbia davvero fatto fare dei passi in avanti a livello fotografico. Non avevo mai avuto una vera e propria formazione fotografica, tranne forse un introduzione alla fotografia in bianco e nero al college, quindi vedere lavorare qualcun altro da così vicino è stato davvero cruciale per la mia crescita come fotografa.
Come sono le tue giornate a L.A.?
Al momento ho un lavoro legato alla fotografia che amo molto. Curo anche un photo blog per GOOD magazine, organizzo mostre ed eventi fotografici al di fuori del mio lavoro giornaliero e continuo a scattare le mie foto. Oltre a tutto ciò, mi bevo tutti i tipi di caffè, esploro Los Angeles e passo il tempo con gli amici tra musica e comedy shows.
Gelati squagliati e spiaccicati, ghiaccioli sciolti sull’asfalto rovente. Questa furia distruttiva è nata quando lavoravi nel furgoncino di gelati gourmet a L.A.?
Sì, credo che l’inizio della mia ricerca fotografica sul cibo sia nata proprio in quell’ice cream sandwich truck: a fine giornata, dopo ore ed ore di lavoro, il gelato diventava un miscuglio incredibile di colori, così mi è venuta l’idea di usare il gelato subito dopo aver iniziato quel lavoro e, da allora, il cibo è spesso presente in tantissime mie immagini.
In realtà, a ben guardare, mi sembra di capire che ci provi gusto a distruggere, infilzare e modificare colori e forme del cibo – soprattutto il cibo da fast food – ma sempre in modo giocoso e talvolta erotico. Qual è il tuo rapporto col cibo?
E’ divertente, amo il cibo e mi piace sperimentare nuovi piatti, ma la mia dieta non è poi così varia. Spesso ho delle fasi in cui mangio ossessivamente la stessa cosa. Ho anche un’orribile debole per i dolci e quando ero piccola mia madre mi proibiva di avvicinarmi alla credenza! Lei è una cuoca magnifica e ho sempre tentato di aiutarla a preparare i dolci, ma il mio problema era stare alla larga dall’impasto: mi ci tuffavo prima ancora che entrasse nel forno…
La foto che preferisco è quella col pacchetto di Virginia Slims. Mi piace il contrasto tra il dolce zuccheroso e la violenza dei mozziconi che lo trafiggono! Mi racconti di questa foto?
Avevo intenzione di creare un’immagine con i prodotti Hostess, quindi ne ho comprati un paio dei miei preferiti, come i cupcakes al cioccolato e all’arancia e gli Sno-Balls. Poi mi son ricordata che un amico aveva dimenticato a casa mia un pacchetto di Virginia Slims e ho pensato che le due cose insieme stessero bene insieme, perché sono entrambe iconiche e con un impatto visivo forte.
C’è una foto che hai in mente ma che non hai ancora realizzato?
Sto pensando sempre al cibo in differenti scenari. In questo periodo sono molto interessata ai piatti misti da buffet e alle insalate di frutta, e vorrei anche capire come utilizzare quei 40 bastoncini di burro che ho in fondo al frigo. Ho anche delle bottiglie di varie bevande di una sottomarca(aranciata, succo di fragola, cola, sprite…) che navigano e rotolano allegramente nel baule della mia auto. Devo farci qualcosa, perché credo che esploderanno da un momento all’altro!
Sei una food junkie? Dove vai a mangiare a Los Angeles?
Non sono esattamente una buongustaia, però mi piace sempre cercare qualcosa di nuovo a LA… è una città meravigliosa sotto il profilo culinario! Ci sono dei camioncini che fanno dei tacosa deliziosi, e poi cafè, coffee shops, ristoranti e bar dappertutto e di tutti i tipi immaginabili di cibo, dal cinese al coreano all’etiope… I miei preferiti sono indubbiamente Taco Zone (il camioncino di tacos che parcheggia ogni notte nel mio quartiere), Pho Cafe (vietnamita), Sage (un cafe vegano) e la Village Bakery.
E a Madrid?
Sicuramente il mio posto preferito dove andavo a mangiare quando abitavo lì era un ristorante di nome “Rayuela”, nel quartiere La Latina. Non sono una grande fan del pesce, ma lì ho provato per la prima volta il polpo e lo squalo e da lì ho iniziato a diventare una habitué.









TITS YEAH!