Sweet Play

Bruxelles, Ilaria Dozio | 11 aprile 2012

Images courtesy ©Elsa Lambinet | video Sweet Play by Elsa Lambinet on Vimeo

“Cioccolatini ripieni assortiti”: già solo l’espressione mi riporta indietro alle carte di stagnola dorata di almeno trent’anni fa. E poi quelle scatole infiocchettate, regalate da fidanzati poco ispirati e privi di idee, dove due volte su tre peschi quello sbagliato e ti trovi ad esclamare “No, quello col liquore no!!”.
Grido di disgusto. Stacco su nero.
Mi imbatto in questo video, candido e giocoso, dove il cioccolato si fa modulare, customizzabile in base ai propri gusti, assemblando 3 diversi elementi: una base di cioccolato (nero, al latte e bianco), un ripieno al biscotto (frolla semplice, alle nocciole oppure al caramello e burro salato), da ricoprire con qualsiasi topping si voglia: frutta, miele, fiori, peperoncini… Finalmente i cioccolatini entrano nell’era del DIY (Do It Yourself) con Sweet Play, un progetto nato dalla designer francese Elsa Lambinet, che l’ha presentato come progetto di fine corso all’ ECAL (Scuola Superiore di Arti Applicate di Losanna) e l’ha realizzato in collaborazione con il cioccolataio svizzero Blondel.


Sweet Play by Elsa Lambinet on Vimeo

Ciao Elsa, iniziamo subito parlando di questo video in stop motion: come l’hai realizzato?
L’ho realizzato completamente da sola, di fianco alla finestra, per avere la luce del giorno e di uno spot. E’ stato fatto in una sola giornata! E’ il mio primo video e mi sono divertita a dare vita al cioccolato. Io e la mia coinquilina, al termine delle riprese, non abbiamo fatto altro che mangiare tutti i deliziosi ingredienti che c’erano sulla tavola!

Tra l’altro, da quando l’ho visto, non riesco a smettere di ascoltare la colonna sonora… [“Home” di Edward Sharp & the Magnetic Zeros]
Per quanto riguarda la canzone, c’è alle spalle un aneddoto divertente: durante il mio anno in Australia sono andata ad un concerto di Edward Sharp & the Magnetic Zero, di cui sono una fan. Il giorno dopo, ero sul tram a Melbourne e mi sono ritrovata davanti due di loro. Mi hanno invitata a fare shopping e passare la giornata con loro. Ne ho un ricordo incredibile!

La canzone Home mette di buon umore ad ogni ascolto e ho pensato immediatamente che fosse quella giusta per il mio film. E in effetti, magia… ci sta davvero bene!

Qual è stata l’idea di partenza di Sweet Play ?
Era da parecchio tempo che mi stavo documentando sul cioccolato, cercavo delle piste per allontanarmi da tutto ciò che già esiste. Ho poi sfogliato un libro di giochi per bambini sperando di trovare un rapporto più ludico con l’alimentare. Sono finita su una foto di Lego e mi sono subito immaginata un assemblaggio di gusti!

E come sei poi arrivata alla forma finale?
Mi ci è voluto del tempo, ho esitato lungamente. All’inizio pensavo ad una forma tonda, ovale, poi ho preferito l’archetipo del quadrato di cioccolato che trovavo decisamente più simbolico.

Dimmi la verità, sei una fanatica del cioccolato?
Sì, sono completamente dipendente dal cioccolato! E grazie al mio progetto ne ho potute mangiare delle tonnellate! Per questioni lavorative, s’intende… [ride]

Mi piace l’idea della modularità, il fatto di poter liberamente associare i sapori, dando spazio all’immaginazione che, secondo me, è il vero piacere del cibo, non trovi?
Sono 100% d’accordo con te! Il fine del mio progetto era quello di dare la possibilità di scegliere, divertirsi, sorprendersi, ma anche creare un’interazione tra le persone: testandolo realmente, devo dire che le persone, anche se non si conoscevano, si davano dei consigli sulle combinazioni, su ciò che piaceva loro di più… ed è questo scambio sul cibo che mi interessa!

Com’è stato accolto il tuo progetto?
Il produttore di cioccolato Blondel l’ha molto amato, ha subito accettato di aiutarmi, ma purtroppo il progetto non corrisponde alla sua gamma artigianale di cioccolatini. Per ora, quindi, sono alla ricerca di un chocolatier. Ho anche ricevuto numerose proposte per diversi eventi, ma attualmente non posso rispondere alla richiesta!

Tu hai progettato anche dei bicchieri per l’anniversario di Baccarat, uno strumento per mescolare il caffè senza rompere la sua preziosa schiuma ed infine Sweet Play. Cosa significa per te il design legato al food?
Il cibo e il design sono le mie passioni, quindi è estremamente naturale per me voler combinare le due cose! Il cibo è un momento di condivisione e mi piace concepire degli oggetti dedicati a questo momento.

Dammi almeno 3 associazioni inedite di sapori per i tre cioccolati, associandoli ad un mood:
esprit énergique : cioccolato fondente+ zenzero + biscotto alla menta
esprit cocooning : cioccolato bianco + miele + caramello
esprit tendresse: cioccolato al latte + nocciola + torrone

Ed ora eccovi la ricetta di Elsa Lambinet per Essen taste!

Feuilleté di salmone

INGREDIENTI

1 bel filetto di salmone, 1 carota, 1 porro tagliato finemente a julienne, 15 grandi foglie di spinaci, 1 o 2 tuorli d’uovo per la doratura, pasta sfoglia, sale, pepe.

PREPARAZIONE

Cuocere nell’olio per un paio di minuti i porri a julienne e la carota condita con sale e pepe, avendo cura che rimanga croccante. Lasciar raffreddare.
Stendere un fondo di pasta sfoglia, della dimensione della teglia da forno. Adagiarci le verdure a julienne, poi il salmone e ricoprirlo di foglie di spinaci. Bagnare i bordi col tuorlo d’uovo e ricoprire col secondo strato di pasta, saldando i bordi.
Spennellare d’uovo la parte superiore, lasciare in frigo per almeno un’ora prima della cottura. Cuocere poi per 25 minuti in forno a 185°. Quando il pesce è dorato, c’est prêt !

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