Boutique E. Dehillerin
Images di Matteo Dall’Ava per Essen A Taste magazine©
In quello stesso anno, era il 1820, il fisico danese Hans Christian Orsted scoprì l’esistenza del campo elettromagnetico; Beethoven compose le sonate 109, 110 e 111; Manzoni scrisse l’Adelchi e la famiglia Dehillerin apriva la propria boutique di utensili di cucina e di pasticceria nel cuore di Parigi.
Sono passati 191 anni da allora, e ancora oggi i Dehillerin continuano a gestire il magazzino per gli innamorati della cucina: non solo per professionisti quindi. Tutto, o quasi, è rimasto come alle origini tant’è che il negozio di rue Coquillière è stato inserito dalle guide turistiche nei percorsi della Parigi storica e citato in numerosi libri sulla ville lumière.
Ogni spazio della boutique è sfruttato al massimo: sono più di 4000 gli articoli presenti a catalogo e persino dal soffitto penzolano utensili dalle diverse forme e funzioni. Nell’oscurità della boutique le pentole, le fruste, le spatole, gli stampi, i coltelli brillano come le stelle nel cielo di notte.
Tutto è ben ordinato nelle antiche scaffalature di legno di recupero.
Durante il mio sopralluogo per scrivere l’articolo e scattare le immagini mi sono messo in un angolo ad osservare le persone che entravano. Anche il più sbadato avrebbe potuto individuare i due generi di clienti che si contendono il negozio giorno dopo giorno: i curiosi e gli chef. I primi arrivano da ogni parte del mondo, li riconosci da come tengono unite le mani dietro la schiena, hanno un passo incerto e il naso all’insù a scrutare le migliaia di oggetti che riempiono verticalmente la piccola boutique; ammirano gli utensili come se fossero opere d’arte esposte al Louvre. I cuochi, invece, sia francofoni che dall’accento marcatamente straniero entrano decisi, vanno dritti verso ciò che devono comprare (ricordiamo che il negozio da quasi 200 anni ha lo stesso layout), testano la resistenza del prodotto e se non lo trovano iniziano a lamentarsi e a gridare:
“Eric, dove hai messo la sauteuse evasée del 16 (è il saltiere, la casseruola dai bordi alti per cuocere i cibi al salto)?
Tanto per fare un esempio. Ovviamente sono estremamente infastiditi dai curiosi perché ingombrano con la loro lenta andatura gli stretti e alti corridoi del magazzino.
Ho chiesto a Eric Dehillerin, l’attuale erede della boutique, il segreto di questa longevità.
Con lo sguardo un po’ smarrito mi ha risposto: “Tutto è accaduto naturalmente”. “Noi non bussiamo alla porta di nessuno, non amiamo il marketing, sopportiamo a malapena internet ma abbiamo un sito perché i clienti stranieri ce l’hanno chiesto con insistenza, nessun prodotto Cina Export viene appoggiato sui nostri scaffali e andiamo fieri della nostra gamma di pentole in rame”.
Un solo appunto Monsieur Dehillerin: capisco che ogni momento della sua giornata -e dei suoi collaboratori- sia occupato dalle richieste di qualche cliente o nel testare un nuovo prodotto, ma non crede sia opportuno levare la polvere dalle vetrine dopo quasi due secoli di attività? No? Forse è un portafortuna.













