Eat & Art Taro

Modena, Carlo Gibertini | 5 marzo 2012

Images Courtesy Eat&Art Taro



Eat & Art Taro e il nome di di un artista giapponese che lavora con il cibo e utilizzandolo come simbolo primario di trasformazione e interazione sociale. Itadakimasu!!

Ciao Eat & Art Taro! Qual è il tuo vero nome?

Taro è uno dei nomi maschili più diffusi in Giappone che tutti conoscono.
Io uso questo nome EAT & ART Taro per tutti i miei lavori.
Vorrei utilizzare questo nome anche questa volta.

I tuoi progetti riflettono l’importanza sociale e culturale del cibo, soprattutto l’ogori cafè. Perchè il cibo è così importante per il sistema sociale e per la storia secondo te? Puoi dirci qual è il concetto esatto che ti ha portato al progetto Ogori?

Penso sia partito dall’esperienza di lavorare come chef nei ristoranti. Ma più generalmente durante il ventesimo secolo un sistema in cui le persone scambiano cibo con soldi che si è sviluppato ma anche standardizzato. In concomitanza con questo fatto, il settore della restorazione si è sviluppato molto e si è iniziato a consumare gli stessi piatti in tutto il mondo.
Tuttavia, ho pensato di esaminare un sistema diverso, piuttosto che quello già esistente.
Poi ho costruito il Sistema Ogori, ma c’era stato un episodio che mi ha portato a farlo.
E ‘stata una notizia. Un giorno di Natale, in un drive through caffè negli Stati Uniti, un cliente (o una cliente) non ha ottenuto il suo resto e ha detto: “pago un caffè per la prossima persona.” E questo gesto è stato ripetuto dai clienti successivi.
Volevo fare di questo una sorta di sistema da essere realizzato in un ristorante vero e proprio.
Ogori Cafe ha commentato il sistema esistente della ristorazione.
Anche se questo sistema non sarà un successore di quello esistente, penso di poter offrire un altro punto di vista per vederlo.

Parlando di storia, l’archivio di lattine mukojima. Hai inscatolato circa 30 piatti per donargli una sorta di eternità. Che tipo di piatti erano? Pensi che li mangerai in futuro o resteranno sempre lì come delle “cibo-tombe”?

Ci sono vari cibi nelle lattine.
In primo luogo, tieni presente che la cucina casalinga in Giappone è molto varia.
In generale, le persone in giappone non necessariamente mangiano cibo giapponese ogni giorno. Mangiano vari tipi di cibo come cinese, italiano o Thai.

Specialmente a Tokyo, dove si possono trovare cibi provenienti da tutto il mondo, la gente apprezza questa diversità anche a casa. Il pasto in lattina sono penne, curry, cibo giapponese, pesce alla griglia e così via. Ma mi chiedo se questa ricchezza della cultura alimentazione attuale durerà anche in futuro.
L’economia giapponese è stata in ottime condizioni per un periodo di tempo, ma ora è in declino.
Non possiamo dire con assoluta certezza che potremo mangiare il cibo quotidiano di oggi anche in futuro.
La nostra cultura alimentare può anche essere obsoleta.
Per questo motivo ho pensato di conservarli come un ‘archivio’.
Nel frattempo, non credo che aprirò le lattine. Tuttavia, se un certo cibo nelle lattine finirà per scomparire un giorno nella nostra società futura, quello sarà il momento di aprire.
Questo archivio è stato realizzato nel 2009, prima del disastro in Giappone, e ha assunto un significato ulteriore.

Hai dei workshop molto interessanti. Il più interessante per noi è il retro cooking. Nel workshop hai invitato delle persone per riprodurre delle ricette del periodo showa (1955-1975), è molto speciale per te. Perchè? Puoi scrivere una di quelle ricette?

Per la cultura alimentare giapponese questo periodo è molto importante. Abbiamo accettato molte cose che vengono dalla cultura americana e il cibo non è stata un’eccezione. E’ stato introdotto nei programmi tv che sono entrati nelle case giapponesi proprio in questo periodo. Poi il modo di cucinare a casa è cambiato, prima si cucinava soprattutto giapponese, ora si fa anche Italiano, francese, cinese e altro cibo internazionale.
Comunque, è stato difficile riproduttre perfettamente il cibo europeo o di altre culture perchè il clima e il amteriale è molto diverso. Quindi sono stati adottati a loro modo. Le loro ricette sono state modificate per la società giapponese.
Questo cambiamento è così interessante che ancora oggi lo ammiro.
Al workshop attraverso un’esperienza concreta di cucina, possiamo condividere dei sentimenti e dei pensieri con gli autori di quelle ricette. Questo sviluppo di cucina casalinga ha influenzato la cultura alimentare giapponese in generale. Sembra la nascita di una nuova cultura alimentare come quando gli ingredienti del Nuovo Mondo vennero portati sul vecchio continente e integrati nella cultura alimentare europea.

Ecco una ricetta dal mio workshop di Retro Cooking
Si chiama Hot Roll Sandwiche
Tagliate un pezzo di pane. Mettere uova, pancetta, piselli all’interno del pane. arrotolate e cuocete a vapore.
Oggi non si trova ma all’epoca era molto popolare.
Penso sia un piatto molto creativo

L’immagine allegata è presa da un articolo del 1966.

I tuoi progetti in programma e in corso?
Si, vorrei presentarvi un mio progetto in corso:
Satomi Platform 2.0
Ho partecipato a un evento “Art-Man Yu Ichihara” evento d’arte che per il prossimo autunno che si svolge nelle zone lungo la linea ferroviaria Kominato. In questo caso ho realizzato un progetto alla stazione di Satomi, uno della linea Kominato.
Questa zona soffre di spopolamento ma è un sobborgo di Tokyo. Ogni giorno alla stazione ci sono solo 20 persone.

Quando la casa della stazione è rimasta vuota qualche anno fa, un gruppo di cittadini del posto l’hanno rinnovata e trasformata in cucina. Ogni weekend si incontrano e fanno caffè e merendine da vendere.
Poche persone li conoscevano ma la loro attività era piuttosto interessante.
Ho deciso di fare un progetto artistico con loro.

Abbiamo fatto i bento (pranzi al sacco giapponesi) e li abbiamo venduti dalle finestre del treno. Un po’ di tempo fa era una scena familiare in giappone, ma ora non esiste più. E’ un’esperienza nostalgica per le persone anziane e nuova per i giovani.
Abbiamo aperto anche il Highball Garden alla stazione.
Highball è una sorta di cocktail che è stato chiamato in onore della palla usata come segnalazione nelle ferrovie vecchie.
In questo Giardino Highball, le persone possono godersi il cocktail e degli stuzzichini fatti in casa proprio in stazione con l’insegna rotonda tradizionale.
Ci sono stati diversi progetti artistici. Ci ho trovato dei valori artistici e anche un’importanza particolare di lavorare per la città con dei cittadini del posto che non hanno niente a che vedere con l’arte.

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