Festival du Livre Culinaire: Eric Roux
Tra ricette secondo regole cromatiche e ribellioni alle regole precostituite della cucina ecco uno speciale “commentaire”dell’ultimo Festival du livre culinarie con intervista ad uno dei protagonisti lo scrittore Eric Roux.
“Questa sera cucino blu, anzi no rosso! Forse è più indicato il giallo! Ho deciso: arancio!
Al Festival du livre culinaire 2011 di Parigi tra le tantissime proposte, le novità e l’ Italia invitata speciale (anche i cugini francesi devono ammettere che la nostra cucina è al secondo posto in popolarità subito dopo di loro), ho scovato 9 interessanti libretti monocromatici ciascuno con 10 ricette che includono alimenti “colorati” naturalmente. Pubblicato da l’Èpure, questo particolare approccio cromatico alla cucina è di Frédérick-Ernestine Grasser Hermé, food consultant, direttrice letteraria e scrittrice culinaria.
Oltre ai volumetti della Hermè si fa spazio tra le centinaia di volumi un piccolo libricino intitolato: Manuel de cuisine populaire. Scritto dal giornalista Éric Roux per le Épiceries Solidaires, quest’opera è un inno alla rivolta del sistema cucina: disobbedienza alle ricette, sostegno alla cucina istintiva, rifiuto dei prodotti da cucinato. Lo abbiamo intervistato tra una dimostrazione e l’altra.
Cosa pensa dei libri e dei programmi di cucina?
I programmi di cucina stanno al piacere di cucinare come i film porno stanno all’amore! È abbastanza chiaro?
Cosa non le piace in pratica?
Il sistema di regole imposto dalle ricette rende tutto troppo serioso. Ti fa perdere il piacere di cucinare.
Qual è la sua proposta?
Ognuno di noi ha il sacrosanto dovere di prendere una ricetta e di malmenarla, trasformarla e soprattutto adattarla alle persone e alla stagione. Attraverso poche conoscenze di base possiamo realizzare tantissimi piatti e da ciascuno di essi ancora altre varianti. Prendetevi tutta la libertà di cui avete bisogno; è un vostro diritto!
Da dove si parte?
Dalle materie prime. Ricorda che sono loro a scegliere te e non il contrario!
Dove si arriva?
Al cambiamento del comportamento alimentare. Hai idea dell’emozione che può trasmettere una pietanza fait-maison rispetto ad una acquistata. È imparagonabile.
E come la mettiamo per chi non ha tempo?
Capita di non averne ma, il più delle volte è solo una scusa. Serve a nascondere la nostra paura di cucinare e di rapportarci alla cucina della nostra mamma o degli esempi che vediamo in televisione.
Che cosa si augura per questo libro?
Che serva, che venga consumato, unto, trattato male, spiegazzato, annotato. Spero che non veda mai il buio di uno scaffale!




