Jennifer in tutti i miei sogni
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Jennifer Abessira for Essen© exclusive
Si deve incominciare a perdere la memoria, anche solo brandelli di ricordi, per capire che in essa consiste la nostra vita. La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, persino il nostro agire.”
Luis Bunuel
La sola cosa che continuo a pensare mentre guardo le foto, i collages di Jennifer è che mi muovono quelle sensazioni che ti fanno innamorare al tocco, al primo sguardo e metterti a spiegare per quale motivo sei innamorato non è edificante e probabilmente non riuscirai mai a descriverlo davvero. Mi fa venire una pigrizia compiaciuta che annega qualsiasi capacità critica e la parola resta inutile. Ghezzi, che come nel caso di Mc Luhan gli si può attribuire qualsiasi concetto, diceva che un testo è bello se fa riferimento a quel qualcosa di universale e indicibile che sta fuori dal testo stesso. Bene, Jennifer lavora per analogia, sovrapponendo o accostando immagini, spesso tratte dal contesto che sta vivendo o che ha vissuto: ciò che di bello esiste è anche perfettamente rappresentato, ricontestualizzato e costruito come fosse una nuova memoria. Jennifer Abessira, nasce a Parigi nel 1984 e si trasferisce a Tel Aviv all’età di sette anni. La sua formazione estetica passa per molte notti al Cinémathèque di Tel Aviv, sperimenta la fotografia con una reflex datata 1970 e ancora adolescente improvvisa una camera oscura sul tetto della sua casa. Dazed and Confused la indica tra le dieci Rise Photographer 2010 . Mentre completa il master per arti interdisciplinari si dedica anche al djing. La musica è parte della sua giornaliera esperienza fotografica.
Cosa ascoltavi facendo queste foto?
E’ un’ottima domanda, perché di solito mi siedo ed edito una serie di lavori ascoltando 3 o 4 canzoni in repeat… Spesso le serie prendono il nome da un film che mi ha influenzato per il lavoro, o anche da una canzone o il nome di un disco. Durante l’ultimo mese ho trovato ispirazione in queste canzoni:
Top Ranking by Blonde Redhead
Fireworks by Animal Collective
For The Damaged Coda by Blonde Redhead
Melody Day by Caribou (Four Tet Remix)
Last Day by Zola Jesus
Everything Happens To Me by Chet Baker
Sheila by Atlas Sound
The Greatest by Cat Power
Castels In The Snow by Twin Shadow
Somewhere Soundtrack
Serge Gainsbourg – Charlotte Forever (Album)
Serge Gainsbourg – Confidentiel (Album)
E tante altre!
Dove suoni a Tel Aviv?
Faccio la DJ in due locali Haprozdor e Salon Berlin. Entrambi sono posti molto belli che mi consentono di suonare una playlist molto eclettica. Non faccio mix o sample, semplicemente metto la musica che mi piace! Posso mettere Duke Ellington e poi i Joy Division, seguiti da Robert Johnson, Charlotte Gainsbourg e Serge, Beach House ecc.. In realtà ciò che suono somiglia molto ai miei lavori. Seguo i miei sentimenti e le mie intuizioni, e mi piace la sensazione di ampiezza che ne risulta alla fine – consente a ogni ascoltatore di connettersi a modo suo.
Thousand plateaus è un riferimento a Deleuze e Guattari?
In effetti sì. Per prima cosa, devo ammettere che mi piace molto il titolo del loro libro, trovo che sintetizza il mio modo di pensare. Perché questa epoca mi fa sentire molto spezzettata, e questo titolo si adatta bene a una serie di autoritratti molto differenti.
Ci sono molti bambini nel tuo portfolio. Qual è la cosa che ti interessa fotografare dei bambini?
Quei bambini sono i miei nipoti… Non c’è una “cosa” che trovo speciale nel fotografare i bambini, ma devo dire che ci sono pochissime persone nei miei lavori, perché preferisco concentrarmi sugli spazi, sugli oggetti, sulle luci e così via. In questo modo mi sembra di creare un vero linguaggio, che non si riferisce a una persona specifica, ma lascia a me e all’osservatore molto più spazio immaginario.
Per quanto riguarda i miei nipoti, penso sia perché sono molto legata a loro, mi sorprendono spesso con la loro bellissima fantasia e i loro sentimenti.
Quale canzone ti ricordi maggiormente del tuo periodo Parigino?
Mi sono trasferita in Israele quando avevo 7 anni, quindi non ricordo qualcosa di specifico in riferimento a ciò. Solo qualche flash. Comunque i miei genitori hanno sempre riempito la casa con tanta musica francese, come Charles Aznavour, Jaques Dutronc, Jaques Brel, Edith Piaff e tanti altri.. Anche dopo essere arrivata in Israele, sono rimasta molto legata alla mia cultura francese e un po’ staccata da quella Israeliana. In questo modo ho scoperto il meraviglioso Serge Gainsbourg, che esercita un’influenza costante sulla mia vita, o Charlotte, sua figlia, la ammiro come attrice e cantante. Posso passare ore chiusa in camera ad ascoltare Django Reinhardt!
Le tue immagini sono qualcosa di intimo e qualcosa di exploding me somewhere inside, stanno tra la memoria, la famiglia, lo sguardo, l’esserci. C’è qualche musicista che rappresenta al meglio il tuo lavoro?
Bè, questa è una domanda difficile, perché ho un gusto molto elastico. Tutti i dischi di Gainsbourg mi ispirano quotidianamente e li ammiro molto, ma anche Duke Ellington e John Frusciante. Ascolto molta musica classica, amo Bach, Marin Marais – c’è così tanta bellezza dentro la sua musica che vorrei esplodere! Sono molto influenzata dal cinema e non potrei vivere senza Jean-Luc Godard, Eric Rohmer, Sofia Coppola, Jerzy Skolimowski, Harmony Korine, Philippe Garell, Vincent Gallo, Michel Gondry,ecc..








