Lucky Hummus in attesa di CES Shanghai

Milano, Valeria Tanzi | 29 gennaio 2015

Images by Martina Della Valle per Essen A Taste magazine©

A molti può sembrare un Dolce Forno degli anni Duemila, ma gli innovatori che hanno partecipato all’International Consumer Electronics Show sono pronti a scommettere che la stampante 3D rivoluzionerà il mondo dell’hi-tech food.
L’evento, meglio conosciuto come CES, tenutosi a metà Gennaio al Las Vegas Convention Center: più di 3600 espositori tra i più ambiziosi produttori e sviluppatori di hardware di tecnologia di consumo. Food e hi-tech sono la combinazione vincente per descrivere la cucina del futuro, in cui gli elettrodomestici saranno interconnessi e comandati a distanza. È quello che promettono la Interactive Kitchen of the Future 2.0 di Whirlpool e iDevicesinc.com, che a Las Vegas ha lanciato la sua linea di iGrill: per accenderli, basterà digitare un comando sul proprio smartphone. E, la mattina, Smarter Coffee Machine, nuovo modello iKettle delle industrie inglesi Smarter, addolcirà il risveglio dei più pigri: collegata tramite Wi-Fi con un’applicazione IOS o Android, monitorerà il sonno del suo proprietario e, facendo riferimento ai dati ottenuti, doserà il caffè a colazione.
Un capitolo a parte meritano le stampanti 3D, che si impongono nel panorama culinario grazie a 3D System, che a Las Vegas ha presentato, prima nel 2014, e poi quest’anno con più successo, ChefJet 3D e la sua evoluzione dotata di cartucce colorate, ChefJet 3D Pro, ideate per sbizzarrire la fantasia creando dolci e caramelle di zucchero.

La stampa 3D trova un’applicazione alimentare da alcuni anni, tanto che negli USA non sono nuovi i ristoranti specializzati nella realizzazione di cibi con macchinari che lavorano su tre dimensioni e, nel 2014, anche la Barilla si è avvicinata al mondo 3D indicendo un concorso per designer, sfidati a creare nuovi tipi di pasta. E anche se nel 2013 la NASA già finanziava l’ingegnere Anjan Contractor con 125 mila dollari per ideare un prototipo di macchina 3D alimentare in grado di servire le stazioni spaziali, la stampa 3D entra nelle case lo scorso anno con il lancio di Foodini, a opera della startup spagnola Natural Machines: la macchina, lavorando a strati gli ingredienti precedentemente inseriti in capsule metalliche, è in grado di impastare cibi seguendo una ricetta digitale e creando articolati solidi geometrici altrimenti impossibili.
I prezzi vanno dai 10 000 dollari per una ChefJet 3D Pro, ai 99 dollari di Chocabyte, un progetto firmato Solid Idea; in alternativa, si può dare un occhio ai prodotti Open Electronics: discreta qualità a un costo contenuto.

Mentre il mercato delle geometrie alimentari si espande, non mancano i suoi cultori, che trovano una perfetta piattaforma online in 3digitalcooks.com, messa in rete per connettere gli sviluppatori e gli utilizzatori delle tecnologie 3D in cucina. La homepage mostra un planisfero puntellato di segnalibri: sono le numerosissime persone nel mondo che si stanno occupando di cucina tridimensionale. Gli esempi vanno da CandyFab, situata nella Sunnyvale in USA, che vende una colorata fabbrica per dolci a 499$, a BotBQ, open source project made in Germany, il cui obiettivo è creare un BBQ che stampi in 3D gli hamburger.
3digitalcooks.com mette inoltre a disposizione degli utenti una lista aggiornata degli strumenti 3D sul mercato e alcune ricette sperimentate, come i Digital Pancakes e gli Hamilton Bravas. Ingredienti? Latte, uova, preparato per pancakes… E un software!
Mentre gli chef di 3digitalcooks sperimentano i Lucky Hummus (strutture verticali su crackers), la cucina 3D tiene gli occhi puntati su Shanghai, che ospiterà il prossimo Consumer Electronics Show tra il 25 e il 27 Maggio 2015.

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