Macelleria: Il Cibo Parlato

Londra, Fabrizio Festa | 10 gennaio 2011


Illustrazione Bombo for Essen©

Secondo appuntamento con Macelleria: Fabrizio Festa ci presenta un soliloquio argomentativo a puntate sugli atti alimentari e le consuetudini del gusto. Una macelleria della semiotica e pragmatica, Barthes è sempre con noi.

Partiamo dalle cose banali: scrivere di mangiare è difficile per la semplicità che è intrinseca nell’argomento. Ma continuamo pure con le cose banali: tutti mangiano.
Questo dato, abbacinante nella sua banalità, riserva nel suo b-side un universo tutto da esplorare. Innanzitutto due persone totalmente estranee e di estrazione anche lontanissima avranno, sempre, almeno un argomento in comune.
Direte: ci sono molte altre cose che accomunano tutti gli esseri umani. Bene, fatemi un esempio. Il sesso? E’ già difficile che due persone intime ne parlino, figuriamoci due estranei. Che altro fanno tutti-tutti-tutti nel mondo. Respirare? Ok. Sarebbe molto bello immaginarsi il dialogo tra un edicolante newyorkese e un tassista cambogiano sull’argomento respirare, ma non siamo qui per questo.
Sebbene sia possibile incontrare individui completamente all’oscuro di un dato argomento, anche del più banale (so che può sembrare assurdo ma nel mondo ci sono persone che, ad esempio, non conoscono Google!), è totalmente impossibile imbattersi in qualcuno che non sappia indicarti una persona o un posto nel mondo il cui il cibo varrebbe una crocetta nella colonnina dei pro in un qualsiasi bilancio tra la vita e la morte. Tutti hanno un’opinone sul cibo, non potrebbe essere altrimenti essendo l’elemento più basilare della vita, e quindi del rapporto con gli altri, con se stessi e col mondo. Il cibo è un linguaggio, così come lo è il pensiero. L’espressione di questo linguaggio, il cibo “parlato”, è al contempo espressione del proprio bagaglio culturale e dell’immagine di sé che un individuo ha, filtrata da quella che vorrebbe dare. A differenza di tutti gli altri argomenti del mondo in questo caso non è proprio possibile sottrarsi, non esiste nessuna casellina “non sa/non risponde” in questo tipo di sondaggio.
Le scelte alimentari raccontano storie, passioni, insicurezze e aspettative. Scegliere i gamberoni al cioccolato piuttosto che il fritto misto, in un ristorante in riva al mare, racconta del commensale più del suo infinito blaterare (si, perché se scegli i gamberoni al cioccolato ci sono poche possibilità che tu sia una persona interessante) almeno quanto sua postura e il suo modo di gesticolare; così come parla del cuoco che l’ha preparato e dello scriteriato che l’ha inserito nel menù.

Continua…

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